TENDINITE ALLA SPALLA, PERCHÉ FA COSÌ MALE E COME LIBERARSENE

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Focus sulla tendinite alla spalla: un’infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori, spesso causata da sovraccarico e insufficiente allenamento muscolare. È importante evitare l’autodiagnosi e sottoporsi a una valutazione ortopedica per individuare la causa e scegliere il trattamento più adeguato.

Intervista al dott. Alberto Sgarbossa, Medico Chirurgo Specializzato in Ortopedia e Traumatologia

Un dolore fastidioso che può diventare limitante e chi l’ha provato può confermarlo, senza ombra di dubbio. Parliamo della tendinite alla spalla che colpisce sempre più persone, impedendo loro di compiere semplici gesti quotidiani. Spesso sottovalutata, può compromettere, come detto, il movimento e la qualità della vita stessa.

Ne parliamo con l’esperto per capire come riconoscerla, curarla e prevenirla.

Tendinite alla spalla, cos’è esattamente e qual è la causa più frequente?

La tendinite alla spalla è una patologia molto comune che può colpire diverse fasce d’età, dal paziente giovane al paziente meno giovane ed è dovuta all’infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori. Ora, i tendini che più facilmente si infiammano sono il sovraspinato (o sovraspinoso) che deve stare nella parte centrale della cuffia dei rotatori e si può infiammare per un sovraccarico funzionale. Il sovraccarico si presenta quando si fa lavorare troppo il tendine o quando il tendine lavora male in conseguenza a un alterato bilanciamento della spalla.

Perché questo avviene?

Perché quasi sempre alla base vi è un’insufficienza muscolare, ovvero gli altri muscoli che contribuiscono al movimento della spalla non sono ben sviluppati, “allenati”. Ecco che la persona sovraccarica sul tendine e sui muscoli.

Quali sono i primi segnali da non sottovalutare per riconoscerla in tempo?

Il primo segnale è sempre il dolore: quasi mai il paziente arriva con una limitazione funzionale. Quella sopraggiunge solo in seguito, perché muovendo la spalla il paziente avverte dolore, quindi la si muove meno e muovendola meno a una “banale” tendinite risolvibile con vari tipi di terapia si può sovrapporre una capsulite che è una cosa ben più seria perché la spalla diventa rigida, si fa fatica a muoverla e dal punto di vista riabilitativo è tutto molto più complicato.

Che consiglio si sente di dare?

Il mio consiglio è questo: quando si hanno i primi segnali di dolore, fare una verificazione ortopedica e cercare di capire la causa del dolore, nella maggioranza dei casi il trattamento non prevede la chirurgia e con un trattamento conservativo si può risolvere il problema.

Qual è l’errore più comune che vede nei pazienti?

L’errore più comune è quello di fare la diagnosi da soli: una tendinite è un problema, la lesione del tendine è un altro, la tendinopatia calcifica (un tempo chiamata periartrite) è altra cosa ancora e vanno gestiti in maniera ovviamente molto differente.

Cosa si intende per tendinopatia calcifica?

E’ una patologia che colpisce spesso i soggetti molto giovani, di 30-40 anni, è molto comune e si presenta con un dolore estremamente importante e acuto. Tendenzialmente l’entità del dolore è qualcosa che non è proporzionale a quello che può essere il problema: il dolore sordo che si porta avanti per lungo tempo può essere indice di un problema anche maggiore. Ecco la necessità di fare una diagnosi in prima istanza che è la cosa più importante e poi cercare di fare un trattamento che sia adeguato.

Quali sono oggi le cure più efficaci per la tendinite alla spalla?

Le cure più efficaci per la tendinite alla spalla devono essere di tipo riabilitativo: bisogna rieducare la spalla a un corretto funzionamento, recuperando o ricostruendo in alcuni casi il tono del deltoide per non mandare in sovraccarico i tendini della cuffia. Il problema è che quando il paziente si presenta con un dolore importante, fa fatica a muovere il braccio e quindi il percorso può diventare anche molto lungo. A volte si può ricorrere a qualche infiltrazione e si riesce a mettere il paziente nelle condizioni di fare un percorso medico più efficace e proficuo per il recupero muscolare.

In quanto tempo si può guarire davvero?

Come già accennato, a volte bastano anche due infiltrazioni di corticosteroide per risolvere il dolore, però è fondamentale che il paziente ricorra alla fisioterapia, altrimenti da lì a sei mesi il problema si ripresenta.

Si può prevenire? Quali abitudini quotidiane aiutano a proteggere la spalla?

L’abitudine quotidiana è considerare che sostanzialmente un buon deltoide, una buona struttura muscolare, mette a riparo da tutta una serie di problematiche nell’area del tendine. Consiglio di fare esercizio anche di braccia, non soltanto conservare la buona abitudine della camminata quotidiana.

Quando si ricorre alla chirurgia per la tendinite?

Sulle tendiniti è abbastanza improbabile, anzi posso affermare che non è necessario, personalmente non ricordo interventi fatti su pazienti affetti da tendiniti però ci possono essere delle procedure che hanno un minimo grado di complessità, per esempio i lavaggi, oppure terapie rigenerative quando abbiamo dei tendini di non buona qualità e qui si può pensare a trattamenti come un PRT (plasma ricco di piastrine) o altri tipi di trattamenti per cercare di ridare anche una biologia ai tendini stessi. Onde d’urto che rimangono un’indicazione ottimale anche se spesso è un trattamento doloroso, soprattutto in fase acuta. Rimane comunque ottimo trattamento anche dal punto di vista biologico, meglio se il paziente non è in fase acuta.

Lei dottore finora ci ha parlato del dolore di una tendinite. Lei personalmente l’ha mai sperimentato?

Questa è una bella domanda che però non mi coglie impreparato: purtroppo le devo dire che so esattamente di cosa parlo, a causa di una tendinopatia calcifica di molti anni fa. Sono in grado di capire esattamente il paziente quando, sofferente, si rivolge a me. Ecco perché cerco sempre, da subito, di ridurre questo dolore, compagno di vita poco gradevole.

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