
Ne parliamo col dott. Carlo Negri, specialista in Dermatologia e Venereologia
Il melanoma? È una questione di pelle. Anzi, per l’esattezza: è una questione di “nevi”, quelli che noi comunemente chiamiamo nei. Ne parliamo col dott. Carlo Negri, specialista in Dermatologia e Venereologia di Bassano del Grappa.

Dottor Negri, spieghiamo innanzitutto che cos’è il melanoma.
Il melanoma è la degenerazione delle cellule chiamate “melanociti”, che si trovano a livello dell’epidermide e che danno la pigmentazione alla pelle dopo l’esposizione solare. La proliferazione di queste cellule, se benigna, si chiama “raccolta di melanociti” e questi melanociti costituiscono il nevo. Altrimenti, se maligna, entriamo nell’ambito oncologico e quindi questa proliferazione darà origine al melanoma.
Come faccio ad accorgermi di avere un problema del genere?
Tutti abbiamo nei nevi sulla pelle, quindi delle neoplasie benigne, che sono generalmente di colore marrone, marrone chiaro oppure scuro, dipende anche dal fototipo. Però, ogni tanto è consigliabile dare un’occhiata a queste manifestazioni, che noi chiamiamo lesioni neviche, perché sono diffuse in tutti gli individui.
Questi nevi, che sono appunto proliferazioni benigne sulla pelle, devono rimanere stabili nell’adulto. Cioè non devono degenerare, e inoltre, se degenerano, non danno sintomo di questa degenerazione. La situazione si verifica non con sintomi clinici, ma solo visivi: vedo che, a un certo punto, un neo cambia. Cambia dimensioni. Può cambiare anche colore, ma prevalentemente dimensioni. Un neo nell’adulto che tenda a crescere, va sempre fatto vedere.
Come si tratta il melanoma?
Bisogna fare riferimento al dermatologo, che esegue l’analisi di tutti i nei presenti e deve valutare se tra questi nevi c’è qualcosa di pericoloso e cioè se c’è il melanoma. Chiaramente, il melanoma va asportato chirurgicamente. Quindi si deve eseguire una visita dermatologica e il dermatologo generalmente esegue la cosiddetta mappatura dei nevi, che è una serie di fotografie di tutti i nevi presenti in quel momento.
Di seguito, attraverso uno studio particolareggiato che è la dermatoscopia, ovvero un ingrandimento del singolo nevo, il dermatologo deve individuare se c’è qualche melanoma, se c’è una trasformazione cattiva del nevo. Di conseguenza, asportazione chirurgica e relativo esame istologico.
Nel momento in cui il nevo “cattivo” è asportato chirurgicamente, il problema è risolto?
Dipende. Il melanoma è un tumore piuttosto aggressivo. Si risolve interamente nella prima asportazione chirurgica
se il melanoma è superficiale. Purtroppo, se il melanoma è profondo, ecco che all’asportazione chirurgica del melanoma deve far seguito anche l’asportazione del linfonodo sentinella. È tutto uno studio oncologico, per un problema di metastasi. Si parla di asportazione di linfonodo sentinella già quando il melanoma è profondo 0,8 millimetri. 0,8 millimetri di profondità non è molto, ma l’intervento è necessario perché biologicamente è un tumore aggressivo.
Come è possibile prevenire il melanoma?
La prevenzione riguarda l’esposizione solare. Innanzitutto, mai fare lampade abbronzanti. In Australia i centri di abbronzatura sono stati chiusi, obbligatoriamente per legge. L’esposizione solare fa bene, anche per la vitamina D e di conseguenza un po’ di esposizione al sole porta i suoi benefici, con la adeguata protezione solare. Mai prendere scottature. Bisogna accompagnare l’abbronzatura un po’ alla volta.
A parte la genetica, che è un fattore innato e quello rimane, il fattore acquisito più importante per la prevenzione del melanoma è l’esposizione solare. Specialmente, fare attenzione a non prendere scottature in giovane età. Perché poi le scottature in giovane età condizionano la possibile comparsa di nevi e melanoma nell’età successiva.

