QUANDO IL TUNNEL SI RESTRINGE

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La sindrome del tunnel carpale è uno dei disturbi più frequenti della mano e può causare formicolio, intorpidimento e perdita di sensibilità. Il dott. Nicola Bizzotto spiega come riconoscerla, quali sono i primi trattamenti e quando può essere necessario l’intervento chirurgico.

Sindrome del tunnel carpale: incontro col dott. Nicola Bizzotto, specialista ortopedico in Chirurgia della mano

Si chiama sindrome del tunnel carpale e consiste in un disturbo che colpisce la mano. Il suo nome non è semplice ma è ben conosciuto tra la popolazione, trattandosi di una patologia molto diffusa. Ma perché compare il problema e, soprattutto, come si cura? Ce ne parla il dott. Nicola Bizzotto, specialista ortopedico in Chirurgia della mano, con ambulatorio specialistico a Marostica.

Dottor Bizzotto, ci conferma che la sindrome del tunnel carpale è una delle patologie più frequenti della mano? E a cosa è dovuta?

Sì, la sindrome del tunnel carpale è una delle patologie più frequenti della mano, se non la più frequente. Nella mano abbiamo ossa, tendini e nervi. Le ossa le conosciamo, i tendini li vediamo perché si muovono, i nervi sono invece dei “fili della corrente” che si trovano all’interno della mano e del polso. Questi fili della corrente portano la sensibilità dal cervello fino alla punta delle dita. E portano poi la sensibilità dalla punta delle dita al cervello. I nervi dobbiamo immaginarceli proprio come i fili della corrente che noi vediamo sui nostri muri di casa. Questi nervi passano all’interno del braccio, all’interno di stretti canali vicino ai tendini, e può succedere che nel loro percorso vengano disturbati.


Disturbati come?

Cosa succede, ad esempio, se noi pieghiamo il filo della corrente del telefonino? Succede che non arriva più la corrente al telefonino, che non si ricarica più. E cosa succede quindi all’interno della nostra mano e del nostro polso?
Se c’è qualcosa che schiaccia il nervo, non arriva più la corrente e il paziente comincia a sentire formicolio e intorpidimento della mano.

Una zona tipica dove questo può accadere è la regione del polso, dove il nervo mediano, un nervo che sta in mezzo alla mano e che dà sensibilità alle prime quattro dita, passa in una zona stretta, una specie di galleria che si chiama canale o tunnel carpale. E quando questa galleria si restringe, perché una fascia la comprime,
si ha la cosiddetta sindrome del tunnel carpale. Cioè il nervo è schiacciato in questa regione e causa i disturbi che ho citato prima.


E allora come si “ricarica il telefonino”? Cioè come si cura la sindrome del tunnel carpale?

Innanzitutto, facendo una buona diagnosi. Il paziente ti racconta che ha formicolio di notte, si sveglia di notte e deve agitare le mani per far passare questo senso di formicolio. Quando va in bicicletta oppure utilizza il fon per asciugarsi i capelli, deve spesso mollare la presa della mano per attenuare i sintomi. Si presenta dal medico, esegue un esame di elettromiografia e viene riconosciuta la sindrome del tunnel carpale, cioè il nervo schiacciato.

Un primo percorso conservativo viene fatto portando un tutore di notte, dando delle vitamine di aiuto e prescrivendo un percorso di fisioterapia della mano. Qualora i sintomi non migliorassero, un intervento chirurgico può risolvere il problema.


Perché avviene questo restringimento del tunnel? La “colpa” di chi è?

La colpa, in realtà, è di nessuno ma il corpo umano è fatto così. Il problema del tunnel carpale lo si vede spesso nelle persone anziane, ma anche nei giovani e nei giovanissimi, soprattutto nei giovani che hanno un’attività manuale intensa, che lavorano con le mani in fabbrica oppure nei cantieri edili, eccetera.
Si presentano pazienti di tutti i tipi, lavoratori manuali pesanti ma anche pazienti con mani “leggere” da lavori d’ufficio molto semplici.


Se devo invece farmi operare, chirurgicamente cosa viene fatto?

L’intervento chirurgico viene fatto in anestesia locale e dura dieci minuti. Si fa una piccola incisione a livello della mano e viene tagliata questa fascetta che stringe il nervo.
Una volta che la fascetta è tagliata, il nervo è libero e la “corrente” torna a scorrere.
Quando riprende a scorrere, il formicolio passa, la sensibilità ritorna e il paziente non ha più i disturbi di prima. Una volta operato il tunnel carpale, la mano si utilizza da subito, con l’applicazione di un cerotto, senza però sforzi e lavori pesanti per un mese.

Il paziente poi affronta un percorso di fisioterapia della mano, per affrontare i rischi di aderenze e prevenire ulteriori complicazioni mediante massaggi scollanti della cicatrice. Diciamo che dopo circa un mese si può tornare tranquillamente al lavoro.


È vero che il problema si può presentare su entrambe le mani?

Certamente. Può capitare che la sindrome del tunnel carpale sia bilaterale. Può cioè comparire contemporaneamente sulle due mani, ma di solito è più frequente nella mano dominante, che viene utilizzata di più.

E quindi se io ho un doppio problema al tunnel carpale, cosa si fa?

È consigliabile innanzitutto l’indagine e il trattamento conservativo all’inizio. Se poi non vi è miglioramento, l’intervento chirurgico. Prima una mano e poi l’altra.
Io consiglio sempre di fare una mano alla volta, perché ogni intervento è sempre un intervento chirurgico e la mano va curata. Con due mani magari in difficoltà, l’autonomia della persona viene molto ridotta. Ecco l’importanza della chirurgia della mano.

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