DILEMMA CIUCCIO: QUANDO INIZIARE, QUANDO E COME TOGLIERLO

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Quando è il momento giusto per iniziare a usare il ciuccio e, soprattutto, come toglierlo senza traumi? La Dottoressa Laura Ghiro, esperta pediatra, ci guida attraverso i pro e i contro del ciuccio, sottolineando l'importanza di un uso consapevole. Scopri come il ciuccio può essere un valido alleato nei momenti di tristezza e come affrontare il delicato processo di disassuefazione. Non è una “mission impossible”, ma richiede pazienza e strategie efficaci!

Intervista alla dott.ssa Laura Ghiro già Direttore UOC Pediatria Osp. Bassano del Grappa, Pediatra Allergologo, master in Neonatologia

Alzi la mano, fra i genitori, chi non ha mai esclamato: “Benedetto ciuccio, invenzione stupenda!” Mette a tacere i piccoli, li consola, li aiuta ad addormentarsi… Insomma, senza troppi giri di parole, è un valido ausilio che supporta il lavoro dei genitori. Però sono diverse le domande che sorgono spontanee, come ad esempio quando iniziare a proporre il ciuccio ai piccoli e quando toglierlo? Soprattutto come toglierlo, visto il forte attaccamento del pargolo?

Come rispondere a queste domande?


Il ciuccio si può dare già dalle prime settimane di vita, non ci sono particolari segnali di controindicazioni.
La cosa veramente importante è che l’allattamento al seno sia già avviato, perché il tipo di suzione è completamente diversa. Quindi è importante che il bambino prima di imparare a succhiare con il succhiotto o anche con il biberon, sia in grado di succhiare bene al seno.


Quando iniziare a dargli il ciuccio?

Si può iniziare già a 8/10 giorni di vita, ovvero quando l’allattamento al seno è già stato avviato. Però attenzione perché deve essere un atto consolatorio e non il focus della vita del piccolo.


Dare il ciuccio al bimbo è sempre positivo?

Il ciuccio ha degli aspetti positivi e degli aspetti negativi che riguardano la salute mentale e anche fisica del bambino. Basti pensare, ad esempio, che noi lo usiamo anche quando facciamo delle manovre un po’ invasive nei confronti del bambino, tipo i prelievi. Il ciuccio può essere d’aiuto perché consola il bambino: lo deve far stare bene dal punto di vista mentale e psicologico.


E dal punto di vista fisico?

È stato dimostrato che fa bene anche dal punto di vista fisico, perché l’uso del succhiotto nel primo anno di vita, riduce il numero delle otiti, con una minore probabilità di avere infezioni a livello auricolare per una questione di aerazione.
Un’altra cosa molto importante e si è visto da studi epidemiologici, è che l’uso dei succhiotti riduce la probabilità della morte in culla. Noi sappiamo che nel primo anno di vita del bambino ci può essere questo evento catastrofico, le cosiddette “morti bianche”.


I fattori invece limitanti al ciuccio, quali sono?

Uno dei problemi potrebbe essere quello associato alla “dipendenza da ciuccio”, ovvero il bambino sente che il ciuccio, per così dire, fa quasi parte di sé. E allora si vedono bambini con il ciuccio anche al supermercato e così via. Voglio ricordare che il ciuccio non è un sostituto di un genitore e non va dato per tappargli la bocca o farlo stare zitto.

Il ciuccio è un atto consolatorio che va dato nei momenti di tristezza, quando cade e si fa male, per consolarlo, quando il bambino va a letto, a dormire, quando è particolarmente triste. Quando invece il bambino richiede attenzioni, queste gli vanno date, va seguito, lo si fa giocare senza l’uso del ciuccio, che non deve essere considerato come un sostituto del genitore e nemmeno un’appendice del bambino. Altrimenti davvero è un dramma riuscire a toglierlo.

E’ un grosso errore l’abuso del ciuccio, non l’uso! Attenzione anche a non metterci sopra zucchero o miele per non favorire le carie poi difficili da curare.


Abbiamo capito che “ciuccio sì” ma non forever… Quando iniziare a toglierlo? E soprattutto è una “mission impossible?”

Le linee guida ci dicono di toglierlo entro i due anni di vita, perché può modificare in maniera permanente il palato, la dentatura e poi questo crea grossissimi problemi nel bambino più grande, sia di masticazione sia di fonazione o ancora, problematiche legate alla respirazione. Quindi apnee o russamento notturno.

Come fare a toglierlo?

Come sempre ci vuole tantissima pazienza e non credo che toglierlo improvvisamente sia utile. Deve essere una cosa graduale, come un po’ tutto quello che riguarda il bambino; toglierlo dalla mattina alla sera non è dunque consigliabile. Si può iniziare proprio riducendo il tempo nell’arco della giornata, selezionando quei momenti in cui il bambino lo può utilizzare.

Ad esempio, se lo usava cinque volte nell’arco della giornata, stabilire che si usa solo per andare a letto, nel momento della nanna. Un’altra cosa molto importante da tenere a mente è che se il bambino lo perde durante la notte, non metterglielo in bocca, anzi se si è addormentato, cercare di toglierlo dalla bocca. Ci sono poi varie tecniche che ci vengono in aiuto.

Spingere il bambino a donarlo, a disfarsene lui stesso: ad esempio gettarlo e regalarlo al treno che passa, sempre preparandolo molto prima. Talvolta si utilizza la “scatola del ciuccio” dove si deposita il ciuccio per tutta la giornata, lo si va a prendere solo nel momento in cui il bambino lo può prendere, ad esempio per la nanna. L’importante è che tutti i membri della famiglia siano rigidi sulle regole che riguardano il ciuccio. Bisogna essere molto fermi nel toglierlo, pur agendo come visto, in maniera graduale e non regredire.

Tornare indietro, mai!

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