Al Servizio di Follow-up Neonatale dell’Ulss 2 condotto uno studio su oltre 300 giovani nati “molto prematuramente” tra il 2003 e il 2010.
La terminologia medica li chiama “neonati pretermine” ma nel linguaggio comune lo chiamiamo neonati prematuri. Sono i bambini che vengono al mondo in anticipo, prima del completamento della 37° settimana di gestazione. Ci sono poi i bambini nati “molto pretermine”, tra la 28° e la 31° settimana di gestazione. Ed è su questo campione di neonati più precoci, che hanno visto la luce all’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, che il Servizio di Follow-up Neonatale della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’Ulss 2 Marca Trevigiana ha condotto uno studio osservazionale nell’età del loro passaggio dall’adolescenza e alla giovane età adulta.
Lo studio ha analizzato 301 giovani nati tra il 2003 e il 2010, assistiti fin dalla nascita all’Ospedale di Treviso. I partecipanti presentavano alla nascita un’età gestazionale media di 29 settimane e un peso medio di appena 1.131 grammi. Attraverso l’uso di questionari validati a livello internazionale, l’équipe medica ha monitorato la qualità della vita legata alla salute.
L’indagine ha innanzitutto riscontrato un benessere fisico eccellente degli intervistati: i ragazzi del campione hanno mostrato un’alta percezione della propria salute fisica, del tutto in linea con la popolazione coetanea generale.
Tuttavia, è stata rilevata una fragilità psicologica in aumento: i dati raccolti hanno evidenziato valori di benessere mentale inferiori alla media con un calo significativo proprio durante la transizione verso l’età adulta.
E non mancano i fattori di rischio: lo studio ha identificato una forte correlazione tra la vulnerabilità psicologica e fattori esterni quali il carico scolastico percepito, gli episodi di bullismo subiti e il ricorso a psicofarmaci.
“Negli ultimi decenni la neonatologia ha compiuto passi straordinari, consentendo la sopravvivenza di bambini sempre più piccoli e fragili – dichiara la dr.ssa Nadia Battajon, responsabile del Servizio di Follow-up Neonatale –. Oggi il nostro obiettivo non è soltanto farli crescere ma capire come vivono e come stanno quando diventano adolescenti e adulti. Questo studio ci dice che la salute mentale merita la stessa attenzione che abbiamo sempre dedicato alla salute fisica.”
“I risultati ottenuti – afferma la dr.ssa Paola Lago, direttore della TIN del Ca’ Foncello – rafforzano la necessità di costruire percorsi assistenziali che accompagnino questi ragazzi anche oltre l’infanzia. L’adolescenza e l’ingresso nella vita adulta rappresentano fasi particolarmente delicate. Possono emergere bisogni nuovi che richiedono un approccio multidisciplinare, capace di integrare competenze mediche, psicologiche, educative e sociali.”
La salute fisica dei bambini nati molto pretermine e seguiti al Ca’ Foncello è quindi sovrapponibile a quella dei coetanei ma il loro benessere psicologico tende a ridursi progressivamente nel passaggio dall’adolescenza alla giovane età adulta. È questo il risultato principale di uno studio osservazionale. La ricerca ha permesso inoltre di stabilire che la prematurità non si esaurisce con le dimissioni dall’ospedale e richiede un supporto medico e psicologico continuativo nel tempo.
Attualmente il modello assistenziale dell’Ulss 2 prevede un monitoraggio multidisciplinare fino ai sette anni di età. I dati emersi dall’indagine indicano la necessità di creare programmi di sostegno psicologico a lungo termine, di prevenzione del disagio giovanile e di promozione dell’inclusione scolastica e sociale. Prendersi cura della prematurità oggi significa pertanto considerare la salute nella sua interezza, non solo fisica ma anche psicologica e relazionale.

