
Intervista Dott. Antonio Iavernaro cardiologo
Sicuramente sarà capitato a più di qualcuno di aver la sensazione che manchi un battito del cuore, come dopo una pausa più prolungata del normale battito cardiaco: quando preoccuparci davvero?
Se ci facciamo caso, abitualmente non sentiamo il battito del cuore perché tutti gli stimoli standard che ci arrivano, vengono attenuati e cancellati dal nostro cervello. Ci accorgiamo del cuore che batte quando improvvisamente cambia la tipologia del battito stesso. Vuoi per un aumento improvviso di frequenza cardiaca non dipendente da uno sforzo, quindi un’emozione positiva o negativa improvvisa, vuoi da un’irregolarità del battito cardiaco stesso. L’irregolarità del battito cardiaco dipende dal fatto che a fronte di un ritmo normale che viene indotto da un particolare punto del cuore che ha questa capacità, si inseriscono dei battiti aggiuntivi, quindi extra, si chiamano appunto, extrasistole, che vengono da altre cellule del cuore stesso, in grado anch’esse di produrre il battito.
La legge che domina il battito cardiaco è che comanda chi arriva prima, chi va più veloce. Può capitare, dunque, che una cellula possa inserirsi prima delle altre e quindi dar luogo a un battito aggiuntivo, un’extrasistole appunto.

Come viene avvertita l’extrasistole dal paziente?
Di solito viene avvertita come una sensazione di battito mancante, perché il battito che arriva prima determina una contrazione del cuore ancora non completamente riempito, parzialmente vuoto: un po’ come un inciampare del cuore e il non avvertire il battito. Dopo questa extrasistole vi è una sorta di pausa compensatoria in cui il cuore si riempie molto di più di quello che fa abitualmente, proprio per compensare quello che non ha fatto il battito prima. Ne consegue che il battito successivo all’extrasistole è un battito molto più forte. Un po’ quello che facciamo noi quando camminiamo: se inciampiamo, il primo passo lo battiamo per terra in maniera più vigorosa.
L’extrasistole è questa; la sensazione di battito mancante e il colpo più forte, ovvero il primo battito normale dopo una extrasistole.
Quando preoccuparsi?
Quando questa sintomatologia avviene con notevole frequenza nel corso della giornata, oppure quando avviene indipendentemente da fattori esterni che potrebbero essere emozionali, oppure anche in concomitanza con turbe gastriche che molto spesso inducono a innescare queste extrasistoli.
Quale la relazione fra turbe gastriche ed extrasistole?
Il cuore è poggiato in un angolo fra esofago e stomaco e può risentire di tutte le alterazioni e irritazioni che possono esserci a quel livello. Una gastrite, un’indigestione, un reflusso gastroesofageo, possono essere tutti causa di extrasistole anche in assenza di cardiopatie organiche.
Significa che non dobbiamo preoccuparci?
Ci si deve preoccupare quando la frequenza cardiaca di questi eventi diventa importante, soprattutto particolarmente fastidiosa per il paziente.
Se siamo in un periodo di stress o di emozioni forti o di dolore e succede questa cosa, la possiamo collegare al momento di particolare dolore o sofferenza?
Lo stress facilita l’insorgenza di queste extrasistoli. Se queste aritmie, diciamo questa strana sensazione di batticuore non era presente prima dell’evento emozionale e scompare dopo l’evento emozionale, il rapporto è molto stretto e quindi possiamo dire che deve essere fonte di minor preoccupazione. Se invece era antecedente, magari si accentua e persiste anche dopo l’evento emozionale, allora necessita di ulteriori approfondimenti.
Ancora, è bene non sottovalutare quando la sensazione del cuore che batte in maniera irregolare, diciamo che fa il ballerino, avviene indipendentemente da stimoli esterni, (stress emozionali, ansia, patologie gastriche, iper assunzione di prodotti tossici come può essere la nicotina o di alti dosaggi di caffeina). Il consiglio è quello di ricorrere allo specialista senza però allarmarsi.
Quale esame diagnostico aiuta a far chiarezza?
L’esame principe in questi casi, anche se non risolutivo, è l’elettrocardiogramma.
Già con l’elettrocardiogramma si può avere un’idea più chiara. Ripeto, parlo di “idea” perché se l’elettrocardiogramma viene fatto indipendentemente dal sintomo, potrebbe non registrare assolutamente nulla, quindi non è conclusivo.
Dopo l’elettrocardiogramma quali ulteriori accertamenti subentrano?
Visita cardiologica che sicuramente chiederà una valutazione ulteriore con un Holter. L’Holter non è altro che un elettrocardiogramma continuo che viene fatto a domicilio del paziente con la sua vita abitudinaria per 24-72 ore. Adesso ci sono anche degli Holter che durano una settimana, per cui c’è la possibilità di intercettare l’evento extrasistole a fronte della sintomatologia del paziente.
Questo consente di discriminare quelle che sono le sindromi ansiose, in cui si avverte il battito del cuore soltanto per uno stato di ansia, dove al sintomo, non corrisponde l’aritmia. Questo consente già di discriminare le due categorie di pazienti: veramente aritmici oppure falsamente aritmici per uno stato d’ansia.

